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Guida completa11 capitoli · 10 minAggiornata il 4 novembre 2026

Come scrivere un libro autobiografico: guida passo per passo

Raccontare la propria vita in un libro si può fare anche senza essere scrittori. Ecco come raccogliere i ricordi, dare un ordine alla storia, iniziare a scrivere e arrivare in fondo.

La risposta in breve

Per scrivere un libro autobiografico non serve saper scrivere come un romanziere, e va bene anche se sei un esordiente. La scrittura autobiografica chiede tre cose: raccogliere i ricordi prima di scrivere, scegliere un filo che li tenga insieme e scrivere un po' alla volta, con dettagli concreti invece di riassunti.

Non devi raccontare tutta la vita: un buon libro di memorie sceglie un periodo, un tema o una domanda. E se non hai il tempo di scriverlo, puoi raccontarlo a un ghostwriter che lo scrive con la tua voce.

3strutture possibili: per anni, per temi, per persone o luoghi
6 settimaneper il manoscritto, se lo scrive un ghostwriter
100%dei diritti e delle royalty restano a te

Che cos'è un libro autobiografico

È un libro in cui l'autore racconta la propria vita, o una parte, in prima persona. A differenza di una biografia, scritta da qualcun altro, nel testo autobiografico chi scrive è anche il protagonista e il patto con il lettore è chiaro: quello che leggi è successo davvero, visto con gli occhi di chi l'ha vissuto. Sotto la stessa etichetta ci sono però tre generi diversi, ed è utile sapere quale stai scrivendo prima di iniziare.

GenereCosa raccontaQuando sceglierlo
AutobiografiaLa vita intera, di solito in ordine di tempoVuoi lasciare ai figli e ai nipoti la storia completa
Memorie (memoir)Un periodo o un tema: la guerra, l'emigrazione, un mestiere, una malattiaHai un capitolo della vita che merita un libro da solo
Romanzo autobiograficoFatti veri con nomi cambiati e parti inventate: il confine con la narrativaVuoi più libertà, o proteggere le persone di cui parli

La maggior parte dei libri che seguiamo sono memorie: chi scrive non parte dall'infanzia per arrivare a oggi, ma sceglie la parte della propria storia che vuole consegnare a chi viene dopo.

Perché scrivere la propria storia

Le ragioni sono quasi sempre due. La prima è lasciare una traccia: i ricordi di una famiglia, il paese com'era, un lavoro che oggi non esiste più. Se nessuno li scrive, spariscono con chi li ha vissuti. La seconda è conoscersi meglio: mettere in fila gli anni sulla carta aiuta a scoprire collegamenti che a voce non si notano, e a capire cosa è stato davvero significativo nel corso della vita.

In Italia la scrittura di sé ha anche una scuola dedicata: la Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari, fondata da Duccio Demetrio e Saverio Tutino e attiva dal 1998, che organizza corsi e laboratori di scrittura autobiografica. Esistono anche corsi di scrittura creativa, in presenza e online, dedicati alla scrittura di sé. Non serve un corso, né un manuale, per scrivere il tuo libro, ma sapere che esiste dice una cosa: raccontarsi è un esercizio serio, che si può imparare.

Come raccogliere ricordi e materiali

Il primo passo non è scrivere: è raccogliere. Chi si siede davanti al foglio bianco senza materiale si blocca dopo due pagine. Chi arriva con una scatola di ricordi ha già metà del libro.

  • Fotografie. Mettile in ordine di anno e scrivi dietro a ognuna chi c'è, dove eravate e cosa stava succedendo. Ogni foto è un capitolo in miniatura.
  • Lettere, diari, documenti. Cartoline, pagelle, ricette, biglietti dei viaggi, lettere d'amore: danno date precise e frasi vere, con le parole di allora.
  • Le persone. Fratelli, cugini, vecchi amici ricordano cose che tu hai dimenticato. Una telefonata registrata con il loro permesso vale più di una settimana di sforzi di memoria.
  • Una linea del tempo. Su un foglio lungo segna gli anni e, accanto, i fatti importanti: nascite, traslochi, lavori, lutti, viaggi. Ti servirà per non perdere il filo.
  • Un quaderno dei ricordi. Tienilo sempre a portata di mano. I ricordi tornano quando vogliono loro: in macchina, mentre cucini, la sera prima di dormire.

Come organizzare e strutturare un libro autobiografico

Quando hai il materiale, scegli il filo. Le strade sono tre, e nessuna è più giusta delle altre.

  • In ordine di tempo. L'ordine cronologico: dall'infanzia a oggi, o dentro un periodo preciso. È la struttura più semplice da seguire per chi legge e per chi scrive. Il rischio è l'elenco: «poi», «poi», «poi».
  • Per temi. Un capitolo per il lavoro, uno per la famiglia, uno per la fede, uno per i viaggi. Funziona bene quando la vita ha avuto più strade parallele.
  • Per persone o luoghi. Ogni capitolo porta il nome di qualcuno o di un posto: la nonna, la bottega, la casa al mare. È la struttura più calda, perché il lettore incontra persone, non date.

Da sapere. Prima di scrivere fai l'indice: anche solo dieci titoli di capitolo su un foglio. Lo cambierai mille volte, ma ti dirà ogni giorno da dove ripartire.

Come iniziare un libro autobiografico?

La prima pagina fa paura a tutti, anche a chi scrive di mestiere. Il trucco è non iniziare dalla nascita. Per l'incipit, cioè l'inizio del libro, scegli un momento preciso, che si possa vedere: una scena, un odore, una frase detta da qualcuno.

Invece di «Sono nato nel 1948 in un piccolo paese di campagna», prova con qualcosa come: «La prima cosa che ricordo è il rumore del carro di mio padre sul selciato, alle cinque del mattino». La data e il paese arriveranno dopo, e il lettore sarà già dentro la storia.

Se non sai quale momento scegliere, parti da quello che racconti più spesso a tavola. Se lo racconti da anni, è perché funziona.

Come scrivere: consigli pratici

Scrivere un libro autobiografico funziona meglio con poche regole: la tua voce, scene concrete invece di riassunti e sessioni brevi ma regolari.

  • Scrivi come parli. Il tuo libro deve avere la tua voce, non quella di un tema di scuola. Se a voce diresti «mio nonno era un tipo tosto», scrivilo così.
  • Mostra, non riassumere. «Era un periodo difficile» non dice niente. «Per tre inverni abbiamo mangiato castagne a cena» dice tutto.
  • Usa i dialoghi. Anche se non ricordi le parole esatte, ricostruiscile come ti sembrano vere. Le frasi dette rendono vive le persone.
  • Scrivi poco ma spesso. Mezz'ora di scrittura al giorno, o due pagine a settimana, valgono più di una domenica intera ogni tanto. In un anno sono un libro.
  • Prima scrivi, poi correggi. La prima stesura serve a mettere giù la storia. La forma si sistema dopo, rileggendo, e alla fine con una correzione di bozze.
  • Pensa a chi leggerà. Se scrivi per i nipoti, spiega quello che per te è ovvio: cos'era la leva militare, come si lavava il bucato, quanto costava il pane.

Gli errori da evitare

Gli errori più comuni non riguardano la grammatica, ma le scelte: cosa raccontare, con che tono e quando iniziare.

  • Voler raccontare tutto. Un'autobiografia non deve raccontare tutta la vita. Scegli: quello che lasci fuori rende più forte quello che resta.
  • Scrivere un curriculum. Date, titoli e traguardi in fila non sono una storia di vita. Serve la parte emotiva: le emozioni, i dubbi, gli errori.
  • Regolare i conti. Il libro non è il posto per vendette o processi. Se parli di persone reali, racconta i fatti dal tuo punto di vista, con rispetto. Per i casi delicati puoi cambiare i nomi, o chiedere il permesso prima di pubblicare.
  • Correggere mentre scrivi. Rileggere ogni frase dieci volte blocca. Arriva in fondo al capitolo, poi rileggi.
  • Aspettare il momento giusto. Non arriva. Il momento giusto è una mezz'ora libera, oggi.

Attenzione. Se nel libro compaiono persone vive in situazioni private (malattie, liti, debiti), valuta bene prima di pubblicare. Un libro venduto su Amazon lo può leggere chiunque, non solo la famiglia.

Tre esercizi per sbloccarsi

  1. La stanza. Descrivi la cucina della casa in cui sei cresciuto: cosa c'era sul tavolo, chi stava seduto dove, che odore si sentiva. Dieci righe. Di solito il resto viene da sé.
  2. La lettera. Scrivi una lettera a una persona che non c'è più, raccontandole cosa è successo dopo. È uno dei modi più diretti per ritrovare le parole.
  3. Gli oggetti. Prendi tre oggetti a cui tieni e scrivi per ognuno da dove viene e perché lo conservi. Ogni oggetto porta con sé una storia.

Se preferisci raccontarla: quanto costa farsi scrivere un libro

Molte persone hanno una storia bellissima ma non il tempo, la pazienza o la mano per scriverla. Per loro c'è il ghostwriting: un ghostwriter ti intervista in alcuni incontri, anche al telefono, e scrive il libro con la tua voce. Tu rileggi, correggi quello che non ti somiglia e il libro esce firmato solo da te.

Da noi il ghostwriting costa 3.990 € tutto compreso, anche a rate: interviste, scrittura, revisione e pubblicazione. Il manoscritto è pronto in circa 6 settimane. Ne parliamo volentieri in una chiamata gratuita, senza impegno: trovi tutti i modi per raggiungerci nella pagina dei contatti, oppure leggi come funziona il servizio di ghostwriting.

Quando il libro è finito: pubblicarlo

Un libro autobiografico si può tenere in famiglia o far leggere a tutti. Le strade sono due, e si possono fare entrambe.

  • Poche copie per la famiglia. Si stampano solo le copie che servono, da regalare a figli, nipoti e amici.
  • Pubblicarlo davvero. Su Amazon, negli store online e ordinabile in libreria, con il codice ISBN a tuo nome. Il libro si stampa quando qualcuno lo compra e le royalty arrivano tutte a te.

Prima di pubblicare conviene far fare una correzione di bozze e curare impaginazione e copertina: un libro di memorie ben fatto si regala con orgoglio. Trovi i pacchetti, da 399 a 999 €, nella pagina su quanto costa pubblicare un libro.

Domande frequenti

Come si inizia un libro autobiografico?

Da una scena precisa, non dalla data di nascita: un momento che si possa vedere e sentire. Prima ancora, raccogli foto, documenti e ricordi e fai un indice dei capitoli.

Un'autobiografia deve raccontare tutta la vita?

No. Molti dei libri più belli raccontano un solo periodo o un solo tema. Scegliere cosa lasciare fuori è parte del lavoro.

Quanto deve essere lungo un libro autobiografico?

Non c'è una lunghezza giusta: conta che la storia regga dall'inizio alla fine. Un libro breve e ben scritto si legge più volentieri di uno lungo e pieno di elenchi.

Cosa scrivere in una biografia breve?

Poche righe in terza persona: dove e quando sei nato, cosa hai fatto nella vita (studi, lavoro, famiglia) e il fatto o il tema che ti rappresenta di più. Chiudi con il motivo per cui hai scritto il libro. È il testo che di solito va nel risvolto o in quarta di copertina.

Quali sono alcuni esempi di racconti autobiografici?

Tra i più noti in Italia ci sono «Lessico famigliare» di Natalia Ginzburg, che racconta una famiglia attraverso le sue frasi ricorrenti, e «Se questo è un uomo» di Primo Levi, memoria della deportazione. Sono due memorie: raccontano un tema o un periodo, non tutta la vita.

Posso parlare di persone reali con il loro nome?

Sì, raccontando fatti veri dal tuo punto di vista e con rispetto. Per situazioni private o delicate è meglio cambiare i nomi o chiedere il permesso prima di pubblicare.

Quanto costa farsi scrivere un libro autobiografico?

Da noi 3.990 € tutto compreso, anche a rate: un ghostwriter ti intervista e scrive il libro con la tua voce, poi lo pubblichiamo a tuo nome. Il manoscritto è pronto in circa 6 settimane.

È difficile scrivere di sé?

All'inizio sì, soprattutto per la paura della pagina bianca. Con il materiale raccolto, un indice e mezz'ora al giorno diventa molto più semplice di quanto sembri.

Pierpaolo, scrittura e ghostwriting PubblicaOra
PierpaoloScrittura e ghostwriting PubblicaOra

Segue la scrittura e tutti i libri scritti con il ghostwriting, dalla prima intervista al manoscritto. Molti dei libri che seguiamo sono memorie e storie di famiglia.

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Fonti: sito della Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari (consultato il 4 novembre 2026). Prezzi e tempi di PubblicaOra aggiornati al 4 novembre 2026. Altre guide: codice ISBN a nome dell'autore e quanto si guadagna con un libro su Amazon.

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★★★★★
«Prima di loro avevo contattato un paio di case editrici a pagamento che mi chiedevano cifre assurde e l’acquisto obbligatorio di 200 copie del mio stesso libro. Qui invece nessun obbligo del genere […]. Il libro resta mio, i diritti restano miei, e le royalties di Amazon le incasso io direttamente.»
Sara T. · recensione Google
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«Servizio serio. Prezzi chiari sul sito, contratto prima di iniziare e tempi rispettati. […] Persona di riferimento sempre la stessa, il che non è scontato.»
Luisa F. · recensione Google
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«Non avevo né il tempo né la voglia di imparare come funziona Amazon KDP, l’ISBN e tutto il resto, quindi ho delegato volentieri. […] Un’impaginazione professionale che non sfigura accanto ai libri delle case editrici.»
Lara T. · recensione Google

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